come si cambia

Posted by sarah on Mar 1st, 2008

ho sempre sostenuto che no, non si cambia mai, in fondo.
ma non credo fosse poi vero.
non credo di essere la stessa persona di 10 anni fa. proprio no.
stavo per traslocare, 10 anni fa. per la terza volta, tra l’altro.
Ora sono diventata una specie di bradipo stanziale. anche se gli ultimi 3 anni li ho passati sostanzialmente fra aerei ed alberghi, ho costruito un nuovo concetto di casa. di radice. di “è bello tornare”.
è bello tornare e trovare qualcuno che ti aspetta, anche se è molto grasso, ha il pelo rosso (o il rosso malpelo) ed un gemello monozigote schizofrenico. e negli anni ha imparato a dire solo miao. o al massimo purrr.

R. in realtà sostiene che dicano un sacco di altre cose, tipo panta rei o mutatis mutandis, ma sono cose loro e io non voglio mettermi in mezzo.
insomma si cambia e la cosa mi fa paura. ma solo un po’. in effetti ho battuto ogni mio record di tranquillità emotiva. MA senza annoiarmi. un po’ come andare per 3 anni sulle montagne russe senza vomitare mai.
forse l’arma vincente non è la somiglianza, ma la diversità.

R. è così diverso da me. R. dice “e chi sarebbe ’sto John Zorn?”, però lo ascolta. poi sa a memoria tutti i libretti di Verdi e gli spartiti di Beethoven (e non solo, ahimè), ma (ancor più tragicamente) i motivetti delle canzoni di Beyoncè. che io l’ho scoperto dopo anni che fosse nera. Eppure io riesco a fargli ascoltare Zorn (e non solo) e lui riesce a farmi ascoltare Beethoven (ma solo perchè così posso fare sfoggio degli studi musicali e bullarmi di cose che lui, puro esteta, magari ignora.). Beyoncè invece è bandita dalla casa e ci mancherebbe altro. In cambio io ho promesso di non svegliarlo la domenica facendo andare a palla i Tomahawk.

Compromessi.

R. ha letto TUTTO Saramago. e TUTTO Sciascia. e TUTTO un sacco di cose.
ad uno dei nostri primi appuntamenti, mi regalò Il vangelo secondo Gesù Cristo. Lettura dalla quale sono uscita più morta che viva, convenendo sulle indubbie doti ma proprio no. non sei il mio tipo, Josè.
Io ho letto TUTTO Vonnegut, che mi rendo conto che si fa pure prima, ma a R., se gli nomini il bombardamento di Dresda, viene voglia di raccontarti la strategia, la tattica e magari i nomi di quelli che ci sono morti.
E quando invece scopre che ad un certo punto escono fuori pianeti sconosciuti si sente perso.
Come quando lo becco che guarda il video di Beyoncè (che poi viene il dubbio che guardi cosce e culo, ma questa è un’altra storia).

Il mio canale preferito? Fox Crime.
Il suo? History Channel.
Però non ci spiace guardare insieme il Gambero Rosso.

Eh si perché non è che siamo proprio diversi diversi eh.

Insomma, scoperto che il cambiamento è possibile e che la diversità è portatrice di amore universale, non c’è una cosa che mi dovrebbe preoccupare.

E invece si, ho paura, in fondo. Che proprio ora, che mi sono abituata alle novitè, tutto cambi, di nuovo.
Che non è detto sia in peggio. Anzi.  Ma fa  paura lo stesso.

Almeno finchè, come ora, non si vede.

 

Update: R. legge questo blog. Ma ufficialmente fa finta di no e io ufficialmente faccio finta di non averlo mai aperto. Un po’ come il fatto che io di notte russo ma ufficialmente no e lui di notte fa saltare il letto per quanto si agita ma, di solito, faccio finta di niente.

…cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi…

mother

Posted by sarah on Dic 28th, 2007

s: si lo so, è un po’ lontano, ma nei dintorni ci sono un sacco di negozi, mentre aspetti ti puoi fare un giro…

z: eh si infatti, poi lì c’è anche Castroni (noto negozio romano di gastronomia e ghiottonerie, ndS).

m: Castroni?

z: si dai, quello dove vendono tutte le ghiottonerie…

m: Aaaaah si, le castronerie.

s e z: ….

pros & cons

Posted by sarah on Nov 5th, 2007

dopo che una è stata tanti giorni in francia, torna a casa e cerca di fare il suo bel rendiconto per valutare se questa francia è ok o no.
a distanza di giorni ancora non ho capito bene da che parte penda l’ago della bilancia e allora proverò semplicemente fare un riassunto degli aspetti positivi e di quelli negativi.

COSE NO DELLA FRANCIA:

  • i francesi se la tirano. troppo. con quei formaggi tutti dannatamente uguali, con quei vini tutti dannatamente troppo cari per quello che valgono, con quei negozi di abiti che ogni volta che guardavo una vetrina e dicevo “ah ecco, questo mi piace”, poi alzavo gli occhi ed era Max Mara.
  • i francesi pensano di sapere cucinare. e invece ammorbano ogni cibo con quantità orrende e inspiegabili di burro e aglio. no voglio dire, mi hanno portato conditi con burro e aglio (più che conditi direi affogati), anche i fagiolini. les haricots verts. come distruggere un vegetale. e pensare che a leggere palahniuk quelli che sanno di aglio sarebbero gli italiani. ora scrivo al fans’ club.
  • la costa azzurra è veramente il lembo di terra più sopravvalutato del mondo. menton sembra una colonia di pensionati decaduti, montecarlo un tripudio di cemento inutile se non nel fine settimana del GP. certo il cafè de paris fa un ottimo succo di pomodoro condito. non sarà un po’ poco? in più peggiora. l’ultima volta che c’ero stata nella piazza del casinò c’era una mostra di botero, stavolta c’era in mostra un piatto di una parabola. beh, certo, era specchiato. ogni tanto dimentico la definizione della parola arte.
  • la provenza è bellina. ma le grandi città fanno mediamente schifo. tenersene alla larga e circolare solo nei piccoli paesini è il mio consiglio. avignone merita una visita, anche se come dice R. “a me pare tanto meglio Viterbo“.
  • alla fine anche la migliore delle tart tatin e la più croccante e fresca delle salade niçoise stufano. e in certi posti davvero non c’è altra scelta decente (a meno che non si ami particolarmente il magret de canard, che a me per dirla tutta fa schifo).
  • i francesi sono capaci di farti pagare 7 euro per farti entrare negli scavi di Glanum: una serie di pietrame disomogeneo con cartelli che recitano “fonte sacra” (e tu guardi e vedi dei sassi), “foro triangolare” (e tu vedi dei sassi), “tempio di ercole” (e tu vedi dei sassi con pezzetti di colonne mischiate qui e li’ alcuni dei quali sembrano posticci). per coerenza noi romani dovremmo sentirci autorizzati a far pagare 100 euro per l’ingresso agli scavi di ostia. e dovremmo chiaramente impedire il passaggio senza pedaggio per via dei fori imperiali. il colosseo? se ti vuoi avvicinare paghi.
  • la francia è fatta a scale. e gli ascensori per disabili non funzionano. esattamente come a napoli insomma. questo non fa sentire meglio noi italiani, ma magari dovrebbe far sentire meno tronfi i francesi.
  • parigi puzza. stavolta a dire il vero non ci sono andata. ma vista la mia frequenza di visita circa semestrale posso dire che col caldo o col freddo puzza. comunque. e non capisco di cosa. aix en provence invece profuma. e la cosa mi ha colpito soprattutto passando in un cunicolo fra due palazzi. uno di quelli che in italia puzzano di piscio di gatto rancido e birra di scarsa qualità. lì profumava di lavanda. e sapone di marsiglia (questo pezzo andrebbe forse nei “pros”).
  • in provenza in quelle che furono arene o teatri romani (arles, nimes, …) ci fanno la corrida. voglio dire, la FOTTUTA corrida di merda.

COSE SI DELLA FRANCIA:

  • mi sono commossa perché a distanza di 17 anni ho comprato di nuovo il dentrificio più bello del mondo. solo per questo mi è valsa la visita (poco? naaaa). nonso se lavi i denti meglio di altri (anche se loro chiaramente dicono di si), però è di un color cremisi che a me fa impazzire. e il tubetto di metallo fatto come una volta da l’idea di usare un tubo di colore per pittori.
  • roussillon, aigues mortes, le baux de provence, pont du gard, fontaine de vaucluse. possono bastare da soli a fare di un viaggio un bel viaggio.
  • laurent non vive più a parigi. l’aspetto positivo di questa cosa è che non dovrò più avere a che fare con il più saccente dei colleghi, uno per dirla tutta che insisteva che una roba fatta a strati con pomodori, feta e mentuccia fosse definibile “caprese”. laurent ora vive in martinica, che sua moglie è di lì e lui s’è fatto trasferire col lavoro. quando ce l’ha detto voleva farci invidia. quando ho letto la media dei tornado annuale ho sogghignato. ma poco, lo giuro.
  • la gente è civicamente educata. tipo che non buttano le carte per strade. non superano di 100 km orari i limiti di velocità (anche perché c’è un autovelox ogni 2 metri) il che ti porta ad adeguarti ad uno stile di guida più tranquillo. e finisce pure che guardi il paesaggio.
  • in francia ci sono una svalanga di nord-africani. il che in soldoni significa che quando davvero non ne puoi più di burrp e aglio c’è sempre un ristorante come l’epice and love dove un’assurda magrebina di cucina uno dei migliori piatti di non so cosa che tu abbia mai mangiato. e un tajine de poulet che ti ridà fiducia nell’umanità.

Insomma è bella la francia per carità (anche se a questo giro era solo il sud, ma si è chiuso il cerchio, infine). però noi le cose che ci ricordiamo di più sono l’ottimo pranzo a bocca di magra ( qui dove ci ha mandato lui , trovato in spiaggia a marinella di sarzana di mercoledì mattina, forse intento a cercare di dimenticare il messico), il minestrone al pesto di riomaggiore e, a costo di sembrare ridicoli, l’aria di casa in faccia al risveglio mattutino sulla nave che ci ha portato da tolone a civitavecchia.

bye bye “lucky” luciano

Posted by sarah on Set 10th, 2007

e così ieri me ne stavo lì a sentire il cinquantaquattresimo tg con do di petto mentre mi guardo il mio, a questo punto mi prefiguro preziosissssssimo, autografo con dedica di big luciano ricevuto in regalo dal “maestro”, quel personaggio a dir poco unico che lavorava con me ai tempi modenesi e che con pavarotti era cresciuto e aveva cantato nella corale rossini.

me ne stavo lì e mi chiedevo perché i grandi personaggi dividono sempre l’opinione pubblica fra quelli che lo adorano (e che già sento gridare al “santo subito”) e quelli che un po’ lo detestano (e che dicono “sticazzi che è morto”).

a prescindere, e qui non vorrei scivolare nel buonismo che non mi appartiene, che se muore prima del tempo uno che male non ha fatto al limite, forse, anche se di terza mano e per tornaconto, un po’ di bene, magari mi spiace a prescindere, così, en passant, ma mi tornano in mente i vecchi tempi di schumacher che stava sul cazzo a tutti per i motivi più disparati.
e prima perché non parlava italiano (spicca, difatti, il perfetto accento di okinawa di valentino rossi…), poi perché non sorrideva abbastanza, poi perché c’ha la scucchia e quelli con la scucchia son peggio di quelli coi capelli rossi.
dirò sul pavarotti nazionale quello che all’epoca dicevo di schumacher: sticazzi se non vi pare simpatico. il suo mestiere era quello di cantare e dio se lo faceva bene. nessuno lo faceva bene come lui, con la stessa fottuta maledetta facilità con cui lo faceva lui.

 tutto il resto, onestamente, è noia.

gente di un certo livello

Posted by sarah on Ago 8th, 2007

ho un’amica che fra i modelli predisposti per gli sms sul suo nokia ha inserito:

sono dall’estetista, verrete richiamati appena possibile

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