se ci ripenso oggi, quasi mi viene da ridere.
non sono niente le delusioni dell’adolescenza, i problemi a scuola, le prime cotte, l’innamoramento non corrisposto, il distacco, il padre assente, la mamma ansiosa, niente conta il dolore del fallimento, la lontananza, le bollette da pagare e l’orgoglio più forte, l’insonnia, la depressione, gli attacchi di panico, la paura di vivere, il tradimento, il matrimonio che finisce, la suocera stronza, gli amici che ti voltano le spalle, la paura di morire, il dolore fisico, la solitudine, l’espiazione, il rimpianto, il rimorso, il senso di colpa, la colpa.
niente di tutto questo ha davvero senso, fa davvero male.
lo capisci la prima volta che senti piangere tuo figlio e non c’è niente che tu possa fare per consolarlo.
quello è dolore. e viene dalle budella. da li’ dove l’hai tenuto protetto per 9 mesi.
e in quel momento capisci che è solo l’inizio. e che davvero felice, nell’immensa gioia che provi, non lo potrai essere più.
…stai a vedere che mia madre (anche questa volta - direbbe lei), aveva ragione.