waiting for godot (tutto cambia, niente cambia)

Posted by sarah on Lug 13th, 2008

ultimamente il mondo intorno a me sembra pieno di novità.
per dire:

- io ho fatto un figlio (e già…), e sembra persino sopravvivermi, ad oggi;
- il fratello mi diventa macchista (o come diavolo si dice) convinto e al momento tutti quelli che mi sono a circa 3 gradi di separazione usano un Mac (compresa MIA MADRE);
- sono di nuovo a Roma da oramai 3 anni e non desidero scappare, cambiare vita, uccidere nessuno;
- mia nonna, nota crucca odiosa, all’età di 92 anni, visto il quarto bisnipote nascere, è diventata buona.

però poi ci pensi bene e niente in realtà è davvero cambiato, per dire mia nonna è buona ma vota sempre lo psiconano, tutti usano il Mac ma molti non lo capiscono (tipo mia madre) e lo trattano preciso ad un pc, io non vorrei andare via mai più ma magari invece capiterà di si (così mi imparo a scegliermi R. come consorte).

l’unica novità reale è che siamo diventati tutti grandi. tutti quelli che erano ancora dei bambocci nei primi anni di questo secolo, per dire. e che provavano giovamento a far male, farsi male, vivere male.

a occhio e croce sembrano quasi tutti felici, quelli che sono sopravvissuti, e magari lo sono solo perchè erano talmente infelici prima che si fa presto eh.

in ogni caso fa piacere sapere che tutto procede (e quindi cambia), ma sostanzialmente tutto resta come fotografato.

per esempio è fuor di dubbio che esattamente come qualche anno fa questo paese è governato dal centrodestra. è altrettando fuor di dubbio che sta andando a rotoli esattamente come qualche anno fa.
quello su cui ci resta il dubbio è: in quanto tempo? e poi: nel frattempo, che ne sarà di noi? cambieremo ancora?

nel frattempo io mi siedo e aspetto.

pros & cons

Posted by sarah on Nov 5th, 2007

dopo che una è stata tanti giorni in francia, torna a casa e cerca di fare il suo bel rendiconto per valutare se questa francia è ok o no.
a distanza di giorni ancora non ho capito bene da che parte penda l’ago della bilancia e allora proverò semplicemente fare un riassunto degli aspetti positivi e di quelli negativi.

COSE NO DELLA FRANCIA:

  • i francesi se la tirano. troppo. con quei formaggi tutti dannatamente uguali, con quei vini tutti dannatamente troppo cari per quello che valgono, con quei negozi di abiti che ogni volta che guardavo una vetrina e dicevo “ah ecco, questo mi piace”, poi alzavo gli occhi ed era Max Mara.
  • i francesi pensano di sapere cucinare. e invece ammorbano ogni cibo con quantità orrende e inspiegabili di burro e aglio. no voglio dire, mi hanno portato conditi con burro e aglio (più che conditi direi affogati), anche i fagiolini. les haricots verts. come distruggere un vegetale. e pensare che a leggere palahniuk quelli che sanno di aglio sarebbero gli italiani. ora scrivo al fans’ club.
  • la costa azzurra è veramente il lembo di terra più sopravvalutato del mondo. menton sembra una colonia di pensionati decaduti, montecarlo un tripudio di cemento inutile se non nel fine settimana del GP. certo il cafè de paris fa un ottimo succo di pomodoro condito. non sarà un po’ poco? in più peggiora. l’ultima volta che c’ero stata nella piazza del casinò c’era una mostra di botero, stavolta c’era in mostra un piatto di una parabola. beh, certo, era specchiato. ogni tanto dimentico la definizione della parola arte.
  • la provenza è bellina. ma le grandi città fanno mediamente schifo. tenersene alla larga e circolare solo nei piccoli paesini è il mio consiglio. avignone merita una visita, anche se come dice R. “a me pare tanto meglio Viterbo“.
  • alla fine anche la migliore delle tart tatin e la più croccante e fresca delle salade niçoise stufano. e in certi posti davvero non c’è altra scelta decente (a meno che non si ami particolarmente il magret de canard, che a me per dirla tutta fa schifo).
  • i francesi sono capaci di farti pagare 7 euro per farti entrare negli scavi di Glanum: una serie di pietrame disomogeneo con cartelli che recitano “fonte sacra” (e tu guardi e vedi dei sassi), “foro triangolare” (e tu vedi dei sassi), “tempio di ercole” (e tu vedi dei sassi con pezzetti di colonne mischiate qui e li’ alcuni dei quali sembrano posticci). per coerenza noi romani dovremmo sentirci autorizzati a far pagare 100 euro per l’ingresso agli scavi di ostia. e dovremmo chiaramente impedire il passaggio senza pedaggio per via dei fori imperiali. il colosseo? se ti vuoi avvicinare paghi.
  • la francia è fatta a scale. e gli ascensori per disabili non funzionano. esattamente come a napoli insomma. questo non fa sentire meglio noi italiani, ma magari dovrebbe far sentire meno tronfi i francesi.
  • parigi puzza. stavolta a dire il vero non ci sono andata. ma vista la mia frequenza di visita circa semestrale posso dire che col caldo o col freddo puzza. comunque. e non capisco di cosa. aix en provence invece profuma. e la cosa mi ha colpito soprattutto passando in un cunicolo fra due palazzi. uno di quelli che in italia puzzano di piscio di gatto rancido e birra di scarsa qualità. lì profumava di lavanda. e sapone di marsiglia (questo pezzo andrebbe forse nei “pros”).
  • in provenza in quelle che furono arene o teatri romani (arles, nimes, …) ci fanno la corrida. voglio dire, la FOTTUTA corrida di merda.

COSE SI DELLA FRANCIA:

  • mi sono commossa perché a distanza di 17 anni ho comprato di nuovo il dentrificio più bello del mondo. solo per questo mi è valsa la visita (poco? naaaa). nonso se lavi i denti meglio di altri (anche se loro chiaramente dicono di si), però è di un color cremisi che a me fa impazzire. e il tubetto di metallo fatto come una volta da l’idea di usare un tubo di colore per pittori.
  • roussillon, aigues mortes, le baux de provence, pont du gard, fontaine de vaucluse. possono bastare da soli a fare di un viaggio un bel viaggio.
  • laurent non vive più a parigi. l’aspetto positivo di questa cosa è che non dovrò più avere a che fare con il più saccente dei colleghi, uno per dirla tutta che insisteva che una roba fatta a strati con pomodori, feta e mentuccia fosse definibile “caprese”. laurent ora vive in martinica, che sua moglie è di lì e lui s’è fatto trasferire col lavoro. quando ce l’ha detto voleva farci invidia. quando ho letto la media dei tornado annuale ho sogghignato. ma poco, lo giuro.
  • la gente è civicamente educata. tipo che non buttano le carte per strade. non superano di 100 km orari i limiti di velocità (anche perché c’è un autovelox ogni 2 metri) il che ti porta ad adeguarti ad uno stile di guida più tranquillo. e finisce pure che guardi il paesaggio.
  • in francia ci sono una svalanga di nord-africani. il che in soldoni significa che quando davvero non ne puoi più di burrp e aglio c’è sempre un ristorante come l’epice and love dove un’assurda magrebina di cucina uno dei migliori piatti di non so cosa che tu abbia mai mangiato. e un tajine de poulet che ti ridà fiducia nell’umanità.

Insomma è bella la francia per carità (anche se a questo giro era solo il sud, ma si è chiuso il cerchio, infine). però noi le cose che ci ricordiamo di più sono l’ottimo pranzo a bocca di magra ( qui dove ci ha mandato lui , trovato in spiaggia a marinella di sarzana di mercoledì mattina, forse intento a cercare di dimenticare il messico), il minestrone al pesto di riomaggiore e, a costo di sembrare ridicoli, l’aria di casa in faccia al risveglio mattutino sulla nave che ci ha portato da tolone a civitavecchia.

gente di un certo livello

Posted by sarah on Ago 8th, 2007

ho un’amica che fra i modelli predisposti per gli sms sul suo nokia ha inserito:

sono dall’estetista, verrete richiamati appena possibile

tradizioni dell’altro mondo

Posted by sarah on Lug 9th, 2007

c’è questo simpatico simposio/meeting al quale partecipo due volte l’anno.
riunisce gli individui che si occupano di una determinata materia in tutta quella allo scopo definita “Western Europe”.
ora, sorvolare che la sede del gruppo di coordinamento è a Colonia, Germania, non permetterebbe all’utente medio di soffermarsi sul fatto che la suddetta “Western Europe” comprende, come per magia, Israele, Cipro e Malta, ma non, ad esempio, Ungheria e altri ameni paesi che allo scopo fanno parte del gruppo “Eastern and Central Europe”.
a chi dovesse obiettare che sticaz…meraviglioso!, è solo per spiegare che ’sta roba è divisa a zone e che c’è una zona dove c’è l’Italia e diverse zone dove no.
fra le zone dove no, c’è, strano a dirsi, la Cina.
ma siccome quelli del gruppo WE sono ecumenici, alle loro riunioni invitano anche un rappresentante della zona AP (Asia pacific) dalla quel piombano sempre in 3, cinesi.
fatto questo inutile ma doveroso cappello, dirò anche che il gruppo, essendo composto da gente che nella vita si occupa di cose orribili, è composto da persone piuttosto stravaganti che hanno alcune tradizioni.

  • tradizione uno: la seconda e di solito ultima sera del meeting, ci si riunisce tutti a turno nella stanza d’albergo di uno dei membri, si bevono bevande tipiche dei paesi d’origine, si mangiano porcate tipiche, si dicono porcate tipiche, si cantano canzoni tipiche.
    ora, mi premunerei di dire che sono stanca di cantare “volare”, “quel mazzolin di fiori”, “o’ sole mio” e minchiate varie solo perché sono le uniche che gli altri un po’ conoscono e che cercano di seguire (scopo secondario della tradizione).
    quest’anno, miss occhi a mandorla 2007 è stata invitata a cantare anch’ella, in rappresentanza della sua noiosa delegazione.
    risultato:
    China girl - cin ciao nin, piripiribin, miao bin bin beijin -
    Gruppo- hai detto Beijin vero? - China girl: -no - G: -AH.
    China girl: -siao pin pin, ciaripinbin, ciaulin ciao bin bin beijin - Gruppo - stavolta hai detto beijin, vero? - China girl: - no - Gruppo - mavaffanculo.
  • tradizione nr.2: telefonare ad un membro storico del gruppo assente. ce n’è quasi sempre uno. a volte di più. nel caso, scegliere quello che si scoccia più facilmente. comporre il numero e poi cantare tutti insieme happy birthday to you a squarciagola. lo scherzo idiota/tradizione vorrebbe che il tutto fosse fuori tempo e che la persona venisse abbondantemente rotta il cazzo per via di questa telefonata.
    invece a volte capita che il soggetto in questione fosse alrove proprio perché impegnato nei festeggiamenti per i 40 anni (ditemi che io non lo farò questo mega compleanno da 200 invitati per i miei 40 anni. ditemelo. cazzo c’è da festeggiare?).

Alla fine è per questo che sopporto lo stress di viaggiare tanto per lavoro. perché prima o poi si torna a casa.

Volaaaaariiiiii, ooohooooo, cantariiii, ohohoooooo, nil blu, dibinto di blu, filici di stari lasù

dove eravamo rimasti?

Posted by sarah on Lug 3rd, 2007

oramai è chiaro. non ci riesco a star dietro a questo povero blog.
e si che mentre sono in tutt’altre faccende affaccendata ogni tanto penso “questo potrei scriverlo”, poi sono sempre altrove. con la testa, con il corpo, con il computer con la linea telefonica, con le telecomunicazioni in generale.

riassumo brevemente per il mio solito folto pubblico di tre lettori affezionati:

  • sono stata via da casa per più di un mese. era iniziata con una cosastranalavorativatipoundercover ed è finita che sono dovuta partire direttamente per lavoro per: Berlino, Parigi, Bruxelles, Tampere. poi, di seguito e senza passare per il via, le meritate vacanze a Pantelleria.
  • non ho avuto accesso per un guasto locale alla mia posta per praticamente un mese. il cellulare privato è rimasto attaccato alla corrente in un cassetto dell’ufficio. il cellulare di servizio è, appunto, di servizio. risultato netto: 423 mail non lette, 72 telefonate non risposte, 187 sms. alcuni dei quali per gli auguri di compleanno. le ragazze della segreteria alle quali ho chiesto di dare un occhio in caso di urgenze è venuto da ridere per via dei “nickname” dei chiamanti. mica è colpa mia se frequento strana gente…
  • Berlino è stupenda. semplicemente. meravigliosa. pulita, ben organizzata, musei veramente meritevoli (andateci, e andate al Pergamon…Museuminsel). visita al Bundestag (o Reichstag, come si ostina a chiamarlo R.) organizzata dai colleghi molto istruttiva e distruttiva per chi vive ancora in un Paese, seppur meraviglioso e non barattabile con altri, a democrazia relativa. Nikolaiviertel molto gradevole, sebbene un po’ “artificiale”. se qualcuno insiste per portarvi a tutti i costi a visistare Alexanderplatz perché è famosa e poi è pure citata in una canzone che “cantava papà da giovane”, non vi fidate e date retta invece alla Lonley Planet: è *veramente* una delle piazze più brutte del mondo. L’ex quartier generale della Stasi a Berlin Ost vale la pena e fa un certo effetto, soprattutto per chi ha visto il film (meritevole) “Le vite degli altri”. nel piacere generale mi è anche piaciuta la gita sul fiume Sprea, con tanto di vista della residenza del cancelliere e di tutti gli ameni annessi del Bundestag (soprattutto la cosiddetta “lavatrice”).
  • Parigi non la sopporto più. da che ci volevo sempre tornare a che ci vado troppo spesso. alla fine, visti i musei, visti i negozi, resta un panorama un po’ monocorde. e poi fa un caldo boia. e poi l’aria, spiace dirlo, puzza.
  • Bruxelles la amo e la odio. la amo perché è veramente mista. la odio perchè è veramente un buco nero di tempo schifo. troppo caldo, troppo freddo, troppo vento, troppa afa. troppo tutto. però gli amici son sempre adorabili e non avevo mai mangiato un così speciale sushi. ha ragione dieter: segui la razza. dove mangiano loro, devi mangiare tu.
  • Tampere è…finlandese? a parte la pronuncia (impossibile da scrivere, ma comunque per i non finnici l’accento è sulla prima a). il 21 giugno c’è davvero il sole a mezzanotte (e non c’hanno le tapparelle o gli scuri, popolo terzomondista maledetto), il giochetto “smoke sauna 100° - lake 18° - sauna - lake - sauna - lake”, che all’inizio vi toglierà il fiato, poi vi rinvigorirà l’orgoglio e infine anche il fisico, vale la pena. soprattutto se il posto dove vi portano è semplicemente incantevole e tutto per voi. unica nota dolente: BASTA SALMONE! però le renne sono buone. peccato per babbo natale. Tàmpere città, invece, è sostanzialmente inutile. come tutta la finlandia eccetto, ovviamente, la vicina città di nokia. inutile dirlo: scesi dall’aereo roma-helsinki, nel momento in cui TUTTI (tutto il mondo è paese) contemporaneamente accendono il cellulare è un tripudio di musichetta nokia. tranne sul mio che siccome la musichetta di accensione la odio, non lo fa.altra cosa utile prodotta in loco: i computer subacquei della Suunto. il mio nuovo VYPER è davvero ma davvero ben fatto. e poi lì costa meno.
  • Pantelleria. Pantelleria è così profondamente italia e così profondamente mediterraneo da farti a tratti pensare di essere all’estero. sarà che gli arabi hanno lasciato il segno così profondo che le località si chiamano tutte con nomi arabi: khazen, kattibuale, khamma, rekhale, gadir… Armani c’ha il suo dammuso proprio qui. Depardieu le sue vigne. Visco la casa per la quale prese una condanna per abusivismo edilizio che ancora gli pesa sul groppone come avesse ammazzato la suocera. i capperi sono più buoni che altrove. l’origano pure. l’aria sa di africa e di mare insieme. dormire in un dammuso è un’esperienza meravigliosa, quando fuori fanno 42 gradi e dentro metti il lenzuolino. i fondali diversi. la lava nera, il corallo nero, le cernie nere. e poi le granseole, i dotti, i pesci pagliaccio. e le immersioni archeologiche di gadir, in diretta in internet-visione e la pasta alla pantesca, i dolci panteschi, il cous cous alla pantesca, il piatto *.pantesca. cose per cui vale la pena. pure di un chilo in più che si poserà magicamente sul vostro culo.
    valore aggiunto dell’isola: copertura cellulare sostanzialmente inesistente, soprattutto se, come noi, sceglierete un dammuso su un’altura a picco sul mare che si chiama Tramonto (e devo dire perché?) e dal patio vedrete una cosa lontana e il vostro cellulare vi dirà che siete in Tunisia. poco male anche se l’acqua non rimossa dall’orecchio + volo aereo saranno sufficienti a farvi finire, per chiudere il cerchio familiare, in ospedale per direttissima dall’aeroporto. poco male. il cortisone è meraviglioso, io amo il mio otorino e non vedo l’ora di tornare ad essere sarah invece che dumbo.questo è quanto. potrei aggiungere che nei prossimi giorni smaltirò le email, richiamerò i chiamanti, risponderò agli sms. tornerò, ahimè, nel mondo.
    fino al prossimo giro.

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