oltre il danno la beffa

Posted by sarah on Apr 2nd, 2007

non solo finire su un giornale, che a me le foto non piacciono, nemmeno quelle sbiadite in bianco e nero del ciclostile.
non solo finire su un giornale dopo 18 ore di servizio, coi capelli arrotolati e legati con una matita e lo sguardo perso di chi non sa che giorno è e *dove* è.
non solo finire su un giornale quando il giornale è uno di quelli che non si sarebbe comprato MAI. o quasi.
come tutto il resto non bastasse, finire sul giornale con la didascalia che recita: nella foto le poliziotte mostrano i reperti….
le poliziotte? no vabbè, allora ditelo.
peggio della foto di Sircana con il trans.

Verbitterung

Posted by sarah on Gen 21st, 2007

Me ne sono nutrita, di rancore.
Per anni.
Non del mio, incapace come sono sempre stata di portarne davvero, meschina me.
Mi sono nutrita di quello altrui, che mi colava addosso da ogni dove a torto o a ragione, in modo a tratti crudele a tratti ridicolo e imbarazzante (e non per me).
Oggi non ne vedo più. Forse solo perché fuggo le possibilità di incontrarne, vigliaccamente?
Non lo so e non mi interessa.
Non ne ho più bisogno.
Mi nutro di altro ora e va bene così.
Ma ogni tanto ci penso ancora, a certe parole lette, sentite, schiaffeggiate. Al male che hanno fatto.
Agli sforzi fatti per capire, correggere e chiedersi se l’autocritica fosse solo un mio personalissimo sport.
Non aggiungerebbe nulla sapere la risposta, ora.
Pensavo tutte queste cose su un Fokker 50 della KLM che pareva non riuscire ad atterrare ad Amestardam, giorni fa.
Pensavo a tutti gli errori, tutto il male fatto e subito, tutto il lavoro di redenzione e come no, cazzo, proprio ora schiantarmi no.
E comunque non ad Amsterdam, per dio.
A Colonia è andata bene.
Per il lavoro, almeno. E poi riabbracciare G. è sempre una bella cosa.
Quante persone conoscete che sappiano esattamente la profondità del Reno nell’area di Colonia? Voglio dire… (8 mt., per gli incontenibili curiosi).
Insomma Kyrill c’ha provato anche con noi, pare.
Ma noialtri italiani si è più furbi e il tratto finale lo si preferisce fare con un bell’Airbus A320 della compagnia di bandiera, con il pilota dalla voce più affascinante dei cieli europei (niente a che vedere con l’odiosa r catarrosa dei flying Dutchman).
Atterrati a Fiumicino in serenità e con i soliti 19° centigradi, non resta che continuare a parlare di tempo (nel senso di Wetter e non di Zeit), dell’appuntamento con l’ortopedico che mi ricostruirà il menisco definitivamente donato al Sella Ronda, dell’assurda fioritura della mimosa sotto casa, di quanto i gatti diventino sempre più grassi (all’ultima pesa, Ernesto, ora rinominato “Budy” o “Panzy”, pesava 6.9 kg), di quanto il grigio si intoni ai tuoi occhi.
Di rancore non si parla più, né ci si pensa.
Noi.

il traffico delle quattro

Posted by sarah on Ott 31st, 2006

il traffico delle quattro è quella cosa che ti sorprende quando esci dall’ufficio presto per la prima volta dal ‘56.
il traffico delle quattro onestamente è imbarazzante, da prurito, senso di costrizione e costipazione e fa sgranare madonne meglio di un rosario delle sei.
il traffico delle quattro è quello che quando, alle quattro, arrivi trafelata davanti alla porta automatica della banca per ritirare la nuova carta di credito e la banca chiude, per l’appunto, alle quattro e quello della sicurezza ti guarda, guarda l’orologio e scuote la testa dietro una porta che non intende aprire, beh, quel traffico delle quattro lì, di cui discorrevamo, è quello che alla fine fa si che tu sia in grado di digrignare i denti così rumorosamente che quello alla fine apre e poi dice pure, ma si, beh, che manca un minuto, alle quattro.

per sempre

Posted by sarah on Ott 20th, 2006

prendere nota: “per sempre” non vuol dire nulla. chiunque proclami il contrario è in malafede.
esattamente come chi dice “mai più”.
giuro che non dirò mai più per sempre.
ps: era solo per dire che no. non si può smettere di scrivere per sempre.