attesa

Posted by sarah on Mar 13th, 2008

non sono nota per essere una che sa attendere.
e invece mi sto sorprendendo da sola.
di tante cose, ultimamente.
fosse questo quello che sentivo chiamare “diventare grandi”?
nel caso non è malvagio.
cioè pensavo un sacco peggio.
pensavo tipo che fosse noioso.
non me la ricordo piu’ l’ultima volta che mi sono annoiata.
(cioè si, me la ricordo ma è un secolo fa, almeno, forse anche due. un’altra vita, proprio).
insomma tutto questo è…fico!
non mi viene un altro modo per dirlo.
sono noiosamente (per voi) soddisfatta.
mi merito proprio un gelato, tipo.

ripensandoci, che palle che sono…

come si cambia

Posted by sarah on Mar 1st, 2008

ho sempre sostenuto che no, non si cambia mai, in fondo.
ma non credo fosse poi vero.
non credo di essere la stessa persona di 10 anni fa. proprio no.
stavo per traslocare, 10 anni fa. per la terza volta, tra l’altro.
Ora sono diventata una specie di bradipo stanziale. anche se gli ultimi 3 anni li ho passati sostanzialmente fra aerei ed alberghi, ho costruito un nuovo concetto di casa. di radice. di “è bello tornare”.
è bello tornare e trovare qualcuno che ti aspetta, anche se è molto grasso, ha il pelo rosso (o il rosso malpelo) ed un gemello monozigote schizofrenico. e negli anni ha imparato a dire solo miao. o al massimo purrr.

R. in realtà sostiene che dicano un sacco di altre cose, tipo panta rei o mutatis mutandis, ma sono cose loro e io non voglio mettermi in mezzo.
insomma si cambia e la cosa mi fa paura. ma solo un po’. in effetti ho battuto ogni mio record di tranquillità emotiva. MA senza annoiarmi. un po’ come andare per 3 anni sulle montagne russe senza vomitare mai.
forse l’arma vincente non è la somiglianza, ma la diversità.

R. è così diverso da me. R. dice “e chi sarebbe ’sto John Zorn?”, però lo ascolta. poi sa a memoria tutti i libretti di Verdi e gli spartiti di Beethoven (e non solo, ahimè), ma (ancor più tragicamente) i motivetti delle canzoni di Beyoncè. che io l’ho scoperto dopo anni che fosse nera. Eppure io riesco a fargli ascoltare Zorn (e non solo) e lui riesce a farmi ascoltare Beethoven (ma solo perchè così posso fare sfoggio degli studi musicali e bullarmi di cose che lui, puro esteta, magari ignora.). Beyoncè invece è bandita dalla casa e ci mancherebbe altro. In cambio io ho promesso di non svegliarlo la domenica facendo andare a palla i Tomahawk.

Compromessi.

R. ha letto TUTTO Saramago. e TUTTO Sciascia. e TUTTO un sacco di cose.
ad uno dei nostri primi appuntamenti, mi regalò Il vangelo secondo Gesù Cristo. Lettura dalla quale sono uscita più morta che viva, convenendo sulle indubbie doti ma proprio no. non sei il mio tipo, Josè.
Io ho letto TUTTO Vonnegut, che mi rendo conto che si fa pure prima, ma a R., se gli nomini il bombardamento di Dresda, viene voglia di raccontarti la strategia, la tattica e magari i nomi di quelli che ci sono morti.
E quando invece scopre che ad un certo punto escono fuori pianeti sconosciuti si sente perso.
Come quando lo becco che guarda il video di Beyoncè (che poi viene il dubbio che guardi cosce e culo, ma questa è un’altra storia).

Il mio canale preferito? Fox Crime.
Il suo? History Channel.
Però non ci spiace guardare insieme il Gambero Rosso.

Eh si perché non è che siamo proprio diversi diversi eh.

Insomma, scoperto che il cambiamento è possibile e che la diversità è portatrice di amore universale, non c’è una cosa che mi dovrebbe preoccupare.

E invece si, ho paura, in fondo. Che proprio ora, che mi sono abituata alle novitè, tutto cambi, di nuovo.
Che non è detto sia in peggio. Anzi.  Ma fa  paura lo stesso.

Almeno finchè, come ora, non si vede.

 

Update: R. legge questo blog. Ma ufficialmente fa finta di no e io ufficialmente faccio finta di non averlo mai aperto. Un po’ come il fatto che io di notte russo ma ufficialmente no e lui di notte fa saltare il letto per quanto si agita ma, di solito, faccio finta di niente.

…cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi…