bye bye “lucky” luciano
e così ieri me ne stavo lì a sentire il cinquantaquattresimo tg con do di petto mentre mi guardo il mio, a questo punto mi prefiguro preziosissssssimo, autografo con dedica di big luciano ricevuto in regalo dal “maestro”, quel personaggio a dir poco unico che lavorava con me ai tempi modenesi e che con pavarotti era cresciuto e aveva cantato nella corale rossini.
me ne stavo lì e mi chiedevo perché i grandi personaggi dividono sempre l’opinione pubblica fra quelli che lo adorano (e che già sento gridare al “santo subito”) e quelli che un po’ lo detestano (e che dicono “sticazzi che è morto”).
a prescindere, e qui non vorrei scivolare nel buonismo che non mi appartiene, che se muore prima del tempo uno che male non ha fatto al limite, forse, anche se di terza mano e per tornaconto, un po’ di bene, magari mi spiace a prescindere, così, en passant, ma mi tornano in mente i vecchi tempi di schumacher che stava sul cazzo a tutti per i motivi più disparati.
e prima perché non parlava italiano (spicca, difatti, il perfetto accento di okinawa di valentino rossi…), poi perché non sorrideva abbastanza, poi perché c’ha la scucchia e quelli con la scucchia son peggio di quelli coi capelli rossi.
dirò sul pavarotti nazionale quello che all’epoca dicevo di schumacher: sticazzi se non vi pare simpatico. il suo mestiere era quello di cantare e dio se lo faceva bene. nessuno lo faceva bene come lui, con la stessa fottuta maledetta facilità con cui lo faceva lui.
tutto il resto, onestamente, è noia.