dove eravamo rimasti?
Posted by sarah on Lug 3rd, 2007
oramai è chiaro. non ci riesco a star dietro a questo povero blog.
e si che mentre sono in tutt’altre faccende affaccendata ogni tanto penso “questo potrei scriverlo”, poi sono sempre altrove. con la testa, con il corpo, con il computer con la linea telefonica, con le telecomunicazioni in generale.
riassumo brevemente per il mio solito folto pubblico di tre lettori affezionati:
- sono stata via da casa per più di un mese. era iniziata con una cosastranalavorativatipoundercover ed è finita che sono dovuta partire direttamente per lavoro per: Berlino, Parigi, Bruxelles, Tampere. poi, di seguito e senza passare per il via, le meritate vacanze a Pantelleria.
- non ho avuto accesso per un guasto locale alla mia posta per praticamente un mese. il cellulare privato è rimasto attaccato alla corrente in un cassetto dell’ufficio. il cellulare di servizio è, appunto, di servizio. risultato netto: 423 mail non lette, 72 telefonate non risposte, 187 sms. alcuni dei quali per gli auguri di compleanno. le ragazze della segreteria alle quali ho chiesto di dare un occhio in caso di urgenze è venuto da ridere per via dei “nickname” dei chiamanti. mica è colpa mia se frequento strana gente…
- Berlino è stupenda. semplicemente. meravigliosa. pulita, ben organizzata, musei veramente meritevoli (andateci, e andate al Pergamon…Museuminsel). visita al Bundestag (o Reichstag, come si ostina a chiamarlo R.) organizzata dai colleghi molto istruttiva e distruttiva per chi vive ancora in un Paese, seppur meraviglioso e non barattabile con altri, a democrazia relativa. Nikolaiviertel molto gradevole, sebbene un po’ “artificiale”. se qualcuno insiste per portarvi a tutti i costi a visistare Alexanderplatz perché è famosa e poi è pure citata in una canzone che “cantava papà da giovane”, non vi fidate e date retta invece alla Lonley Planet: è *veramente* una delle piazze più brutte del mondo. L’ex quartier generale della Stasi a Berlin Ost vale la pena e fa un certo effetto, soprattutto per chi ha visto il film (meritevole) “Le vite degli altri”. nel piacere generale mi è anche piaciuta la gita sul fiume Sprea, con tanto di vista della residenza del cancelliere e di tutti gli ameni annessi del Bundestag (soprattutto la cosiddetta “lavatrice”).
- Parigi non la sopporto più. da che ci volevo sempre tornare a che ci vado troppo spesso. alla fine, visti i musei, visti i negozi, resta un panorama un po’ monocorde. e poi fa un caldo boia. e poi l’aria, spiace dirlo, puzza.
- Bruxelles la amo e la odio. la amo perché è veramente mista. la odio perchè è veramente un buco nero di tempo schifo. troppo caldo, troppo freddo, troppo vento, troppa afa. troppo tutto. però gli amici son sempre adorabili e non avevo mai mangiato un così speciale sushi. ha ragione dieter: segui la razza. dove mangiano loro, devi mangiare tu.
- Tampere è…finlandese? a parte la pronuncia (impossibile da scrivere, ma comunque per i non finnici l’accento è sulla prima a). il 21 giugno c’è davvero il sole a mezzanotte (e non c’hanno le tapparelle o gli scuri, popolo terzomondista maledetto), il giochetto “smoke sauna 100° - lake 18° - sauna - lake - sauna - lake”, che all’inizio vi toglierà il fiato, poi vi rinvigorirà l’orgoglio e infine anche il fisico, vale la pena. soprattutto se il posto dove vi portano è semplicemente incantevole e tutto per voi. unica nota dolente: BASTA SALMONE! però le renne sono buone. peccato per babbo natale. Tàmpere città, invece, è sostanzialmente inutile. come tutta la finlandia eccetto, ovviamente, la vicina città di nokia. inutile dirlo: scesi dall’aereo roma-helsinki, nel momento in cui TUTTI (tutto il mondo è paese) contemporaneamente accendono il cellulare è un tripudio di musichetta nokia. tranne sul mio che siccome la musichetta di accensione la odio, non lo fa.altra cosa utile prodotta in loco: i computer subacquei della Suunto. il mio nuovo VYPER è davvero ma davvero ben fatto. e poi lì costa meno.
- Pantelleria. Pantelleria è così profondamente italia e così profondamente mediterraneo da farti a tratti pensare di essere all’estero. sarà che gli arabi hanno lasciato il segno così profondo che le località si chiamano tutte con nomi arabi: khazen, kattibuale, khamma, rekhale, gadir… Armani c’ha il suo dammuso proprio qui. Depardieu le sue vigne. Visco la casa per la quale prese una condanna per abusivismo edilizio che ancora gli pesa sul groppone come avesse ammazzato la suocera. i capperi sono più buoni che altrove. l’origano pure. l’aria sa di africa e di mare insieme. dormire in un dammuso è un’esperienza meravigliosa, quando fuori fanno 42 gradi e dentro metti il lenzuolino. i fondali diversi. la lava nera, il corallo nero, le cernie nere. e poi le granseole, i dotti, i pesci pagliaccio. e le immersioni archeologiche di gadir, in diretta in internet-visione e la pasta alla pantesca, i dolci panteschi, il cous cous alla pantesca, il piatto *.pantesca. cose per cui vale la pena. pure di un chilo in più che si poserà magicamente sul vostro culo.
valore aggiunto dell’isola: copertura cellulare sostanzialmente inesistente, soprattutto se, come noi, sceglierete un dammuso su un’altura a picco sul mare che si chiama Tramonto (e devo dire perché?) e dal patio vedrete una cosa lontana e il vostro cellulare vi dirà che siete in Tunisia. poco male anche se l’acqua non rimossa dall’orecchio + volo aereo saranno sufficienti a farvi finire, per chiudere il cerchio familiare, in ospedale per direttissima dall’aeroporto. poco male. il cortisone è meraviglioso, io amo il mio otorino e non vedo l’ora di tornare ad essere sarah invece che dumbo.questo è quanto. potrei aggiungere che nei prossimi giorni smaltirò le email, richiamerò i chiamanti, risponderò agli sms. tornerò, ahimè, nel mondo.
fino al prossimo giro.