la firmataria

Posted by sarah on Lug 17th, 2007

simpaticissimi quelli che appena esce una raccolta di firme, a prescindere dal perché, si sentono chiamati in causa e non cercano di capire ma seguono il consiglio di: mamma e papà, don vincenzino, la zia lella, il proprio parrucchiere, la portiera, la collega di ufficio o il giornale di fiducia. simpaticissimi davvero.

come questa mia collega che ha sentito dire della raccolta di firme per il referendum elettorale, ha chiesto ad un’altra collega decerebrata se questa avesse firmato e dove.
il giorno dopo è tornata contenta contenta.
collega: ho fatto il mio dovere!
sarah: l’hai data a tuo marito?
c: scema no, ho *votato*!
s: per chi eliminare dal grande fratello?
c: eh eh, scemina, non c’è il grande fratello, *ora*. ho *votato* il referendum.
s: che in italiano?
c: dai hai capito. il referendum. QUELLO. quello di cui parlano. che ci hanno fregato. le elezioni.
s: si certo, quello.
c: sai, fa piacere. poi ora mi tengono informata.
s: di cosa, del prezzo della lacca?
c: hihihi, no, del risultato!
s: tengono informata OGNI persona che ha *firmato*?
c: si, guarda, mi hanno anche dato la brochure.
s: e il listino prezzi no?
leggo la brochure e non so se ridere o disperarmi. questa povera donna ha dato i suoi dati ad una sedicente “Associazione Basta Referendum” avente come scopo quello di raccogliere firme per chiedere un referendum per l’abrogazione dei referendum. e gli ha pure dato 5 euri.
geniali. tutti.

invidia del pene?

Posted by sarah on Lug 10th, 2007

a san diego polemiche circa la presunta forma fallica di una nuova torre per uffici e abitazioni.
che c’entri qualcosa con l’indagine che li vede in fondo alla classifica circa dimensioni del membro?

esagerazioni

Posted by sarah on Lug 10th, 2007

ultimamente mi lascio andare a pericolose esagerazioni:

  • ho mangiato sushi per 3 pasti di fila;
  • sono a ruota con il succo di pomodoro condito;
  • nell’ansia da prestazione in qualità di zia ho prenotato 15 biglietti per andare a vedere il nuovo Harry Potter.

nei primi due casi me ne rendo conto, non ho scusanti, ma per Harry Potter beh…
un anno e mezzo fa, in occasione dell’uscita di Harry Potter e il calice di fuoco mi occupai delle prenotazioni per i nipotastri e per una congrega di amici loro. davanti all’incredulità di centinaia di bambini inermi davanti alla cassa con su scritto “ESAURITO”, mentre noi sfilavamo sicuri verso la sala con biglietti stampati a casa e pop-corn, i miei si bullarono per settimane di avere la zia tecnologica del tremila.
devo aggiungere altro?

tradizioni dell’altro mondo

Posted by sarah on Lug 9th, 2007

c’è questo simpatico simposio/meeting al quale partecipo due volte l’anno.
riunisce gli individui che si occupano di una determinata materia in tutta quella allo scopo definita “Western Europe”.
ora, sorvolare che la sede del gruppo di coordinamento è a Colonia, Germania, non permetterebbe all’utente medio di soffermarsi sul fatto che la suddetta “Western Europe” comprende, come per magia, Israele, Cipro e Malta, ma non, ad esempio, Ungheria e altri ameni paesi che allo scopo fanno parte del gruppo “Eastern and Central Europe”.
a chi dovesse obiettare che sticaz…meraviglioso!, è solo per spiegare che ’sta roba è divisa a zone e che c’è una zona dove c’è l’Italia e diverse zone dove no.
fra le zone dove no, c’è, strano a dirsi, la Cina.
ma siccome quelli del gruppo WE sono ecumenici, alle loro riunioni invitano anche un rappresentante della zona AP (Asia pacific) dalla quel piombano sempre in 3, cinesi.
fatto questo inutile ma doveroso cappello, dirò anche che il gruppo, essendo composto da gente che nella vita si occupa di cose orribili, è composto da persone piuttosto stravaganti che hanno alcune tradizioni.

  • tradizione uno: la seconda e di solito ultima sera del meeting, ci si riunisce tutti a turno nella stanza d’albergo di uno dei membri, si bevono bevande tipiche dei paesi d’origine, si mangiano porcate tipiche, si dicono porcate tipiche, si cantano canzoni tipiche.
    ora, mi premunerei di dire che sono stanca di cantare “volare”, “quel mazzolin di fiori”, “o’ sole mio” e minchiate varie solo perché sono le uniche che gli altri un po’ conoscono e che cercano di seguire (scopo secondario della tradizione).
    quest’anno, miss occhi a mandorla 2007 è stata invitata a cantare anch’ella, in rappresentanza della sua noiosa delegazione.
    risultato:
    China girl - cin ciao nin, piripiribin, miao bin bin beijin -
    Gruppo- hai detto Beijin vero? - China girl: -no - G: -AH.
    China girl: -siao pin pin, ciaripinbin, ciaulin ciao bin bin beijin - Gruppo - stavolta hai detto beijin, vero? - China girl: - no - Gruppo - mavaffanculo.
  • tradizione nr.2: telefonare ad un membro storico del gruppo assente. ce n’è quasi sempre uno. a volte di più. nel caso, scegliere quello che si scoccia più facilmente. comporre il numero e poi cantare tutti insieme happy birthday to you a squarciagola. lo scherzo idiota/tradizione vorrebbe che il tutto fosse fuori tempo e che la persona venisse abbondantemente rotta il cazzo per via di questa telefonata.
    invece a volte capita che il soggetto in questione fosse alrove proprio perché impegnato nei festeggiamenti per i 40 anni (ditemi che io non lo farò questo mega compleanno da 200 invitati per i miei 40 anni. ditemelo. cazzo c’è da festeggiare?).

Alla fine è per questo che sopporto lo stress di viaggiare tanto per lavoro. perché prima o poi si torna a casa.

Volaaaaariiiiii, ooohooooo, cantariiii, ohohoooooo, nil blu, dibinto di blu, filici di stari lasù

2 chiacchiere al tramonto

Posted by sarah on Lug 5th, 2007

mia cugina è sposata e ha 3 meravigliosi bambini.
ieri, in riva al mare, al tramonto, abbiamo fatto due chiacchiere.
pensava a paolo. il ragazzo con cui è stata per tanti anni, prima di sposare g.
paolo ha sposato un’altra, qualche hanno dopo che si erano lasciati. lo stesso anno che si è sposata anche lei, coincidenza.
sembrava amareggiata, a parlarne. non capivo perché.
-sei felice adesso. hai accanto la persona adatta per te. hai tutto quello che cercavi. che ti frega di paolo?
-paolo ha sposato la donna con cui stava nel periodo più difficile della nostra storia. alla fine. io ero “altrove”, lo capisco. ma non avevo un altro uomo. lui l’ha sposata.
-beh, meglio no? vorrà dire che era davvero la donna per lui. gli hai sempre voluto bene. non gli hai mai portato rancore. anche se hai sofferto tanto, dopo. tu anche hai trovato l’uomo per te. cosa c’è che non va?
-non c’è niente che non vada. sono davvero contenta per lui. sono davvero contenta per me. è che io sono pur sempre una donna. mi chiederò sempre come sarebbe andata se…

ho interrotto mia cugina. ho guardato il mare. il tramonto. la luce della sera piena di aria fresca che mi sbatteva sulla faccia.
ho interrotto mia cugina e ho pensato a quanto è difficile.
amare, odiare, perdonare, dimenticare, farsi perdonare, ricordare, rielaborare.
a volte è così difficile che ci si chiede se ne valga la pena, se non arrivi un punto in cui bisogna dire basta, smettere di rischiare, girare le spalle al nuovo che arriva e continuare a guardare il vecchio che è oramai già andato.
mentre penso queste cose guardo r., buttato sulla sabbia circondato dai miei nipotini.
loro lo chiamano zio R. e lui la prima volta si è commosso.
dall’alto dei suoi 184 centimetri li governa pazientemente, ma poi cede e gliela da vinta.
loro si arrampicano sulle sue spalle, facendogli di tutto, e lui ride.
lo guardo e ci vedo quello che in 36 anni non avevo mai avuto: pace, stabilità, emozione sana.
e allora è proprio vero. non si può incastrare il pezzo a stella nel buco a triangolo.
anche se nella pubblicità lo fanno.
e non è colpa di nessuno.
c’è un paolo nella vita di tutti noi. ed è bello, alla fine, pensarlo felice.

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