Verbitterung

Posted by sarah on Gen 21st, 2007

Me ne sono nutrita, di rancore.
Per anni.
Non del mio, incapace come sono sempre stata di portarne davvero, meschina me.
Mi sono nutrita di quello altrui, che mi colava addosso da ogni dove a torto o a ragione, in modo a tratti crudele a tratti ridicolo e imbarazzante (e non per me).
Oggi non ne vedo più. Forse solo perché fuggo le possibilità di incontrarne, vigliaccamente?
Non lo so e non mi interessa.
Non ne ho più bisogno.
Mi nutro di altro ora e va bene così.
Ma ogni tanto ci penso ancora, a certe parole lette, sentite, schiaffeggiate. Al male che hanno fatto.
Agli sforzi fatti per capire, correggere e chiedersi se l’autocritica fosse solo un mio personalissimo sport.
Non aggiungerebbe nulla sapere la risposta, ora.
Pensavo tutte queste cose su un Fokker 50 della KLM che pareva non riuscire ad atterrare ad Amestardam, giorni fa.
Pensavo a tutti gli errori, tutto il male fatto e subito, tutto il lavoro di redenzione e come no, cazzo, proprio ora schiantarmi no.
E comunque non ad Amsterdam, per dio.
A Colonia è andata bene.
Per il lavoro, almeno. E poi riabbracciare G. è sempre una bella cosa.
Quante persone conoscete che sappiano esattamente la profondità del Reno nell’area di Colonia? Voglio dire… (8 mt., per gli incontenibili curiosi).
Insomma Kyrill c’ha provato anche con noi, pare.
Ma noialtri italiani si è più furbi e il tratto finale lo si preferisce fare con un bell’Airbus A320 della compagnia di bandiera, con il pilota dalla voce più affascinante dei cieli europei (niente a che vedere con l’odiosa r catarrosa dei flying Dutchman).
Atterrati a Fiumicino in serenità e con i soliti 19° centigradi, non resta che continuare a parlare di tempo (nel senso di Wetter e non di Zeit), dell’appuntamento con l’ortopedico che mi ricostruirà il menisco definitivamente donato al Sella Ronda, dell’assurda fioritura della mimosa sotto casa, di quanto i gatti diventino sempre più grassi (all’ultima pesa, Ernesto, ora rinominato “Budy” o “Panzy”, pesava 6.9 kg), di quanto il grigio si intoni ai tuoi occhi.
Di rancore non si parla più, né ci si pensa.
Noi.